Chi sono i NATs?
I NATs sono movimenti di Niños, Niñas y Adolescentes Trabajadores: una rete di bambine, bambini e adolescenti lavoratori organizzati, nata negli anni ’70 del Novecento in America Latina.
Si impegnano da decenni per il riconoscimento dei diritti dei bambini e degli adolescenti lavoratori e per la valorizzazione del loro contributo alla società.
Lo fanno contrastando lo sfruttamento e promuovendo condizioni di lavoro dignitose.
I movimenti NATs si battono per un futuro in cui il lavoro minorile sia regolamentato nel rispetto dei diritti e della dignità dei bambini, per un mondo in cui il lavoro non sia sfruttamento, ma opportunità di crescita e inclusione sociale.
Il lavoro minorile
Il lavoro minorile è una realtà assai complessa e diversificata, radicata nelle tradizioni culturali di molte società, in tutto il pianeta. In estrema sintesi si può affermare che in passato il lavoro infantile era parte integrante della crescita e della sussistenza famigliare, mentre l’industrializzazione ha man mano trasformato questa dinamica in forme di sfruttamento. Oggi, la globalizzazione ha ulteriormente aggravato il fenomeno, spingendo molte bambine e bambini a lavorare in condizioni precarie, disumane e clandestine. I movimenti NATs sono nati come risposta diretta a questa situazione, dando voce alle bambine, ai bambini e agli adolescenti lavoratori per la rivendicazione e la difesa dei loro diritti e per la loro dignità. Il primo movimento ufficiale, il MANTHOC-Movimiento de Adolescentes y Niños Trabajadores Hijos de Obreros Cristianos, è stato fondato in Perù nel 1976. Da allora, il movimento è andato crescendo e diffondendosi in tutta l’America Latina, in Africa e in Asia.
I principi alla base dei movimenti NATs
- Autonomia: si tratta di organizzazioni indipendenti, guidate dagli stessi bambini e adolescenti.
- Protagonismo: i NATs sono attori attivi nelle decisioni che li riguardano.
- Inclusività globale: viene promossa la collaborazione con movimenti simili in tutto il mondo.
- Pedagogia adattata: viene praticato un modello educativo che rispetta le esigenze dei bambini lavoratori.
Il diritto alla partecipazione
I principi NATs si rifanno all’articolo 12 della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia (1989), che sancisce il diritto dei bambini a esprimere opinioni su questioni che li riguardano. Questo principio guida la loro lotta per il riconoscimento del lavoro minorile come esperienza formativa e sociale, e perché non venga considerato semplicisticamente come un fenomeno da eliminare.
NATs e il lavoro minorile
I movimenti NATs si oppongono alla visione abolizionista del lavoro minorile promossa dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL). Propongono invece un modello di valorizzazione critica, che considera il lavoro minorile una realtà inevitabile in molte comunità povere, e quindi da regolare e rendere dignitosa.
Gli approcci al lavoro minorile possono considerarsi di tre tipi:
abolizionista, che prevede cioè l’eliminazione totale del fenomeno (OIL);
pragmatico, che punta al miglioramento delle condizioni di lavoro esistenti (UNICEF);
di valorizzazione critica: che persegue il riconoscimento del lavoro minorile come esperienza formativa e sociale (NATs).
Secondo i NATs, le politiche di rimozione forzata dal lavoro minorile non risolvono il problema, ma lo aggravano, spingendo i bambini verso condizioni ancor più pericolose. Bisogna invece agire sulle sue cause strutturali, a partire dalla povertà e dalla mancanza di istruzione, e promuovere spazi di lavoro degno, dove i diritti dei bambini siano rispettati.
Rete internazionale
Oggi i movimenti NATs sono presenti in diverse aree del pianeta:
- America Latina, con il coordinamento del MOLACNATs.
- Africa, riuniti nel MAEJT.
- Asia, in particolare in India, Afghanistan, Sri Lanka, Nepal, Mongolia e Bangladesh.