Mojoca
Il MOJOCA è stato fondato nel 1999, grazie al legame che ha unito uno psicologo belga, il prof. Gerard Lutte, e i ragazzi e le ragazze di strada di Città del Guatemala. In questi dieci anni di attività, è stato fatto molto. Sono state fondate tre case: due prevedono l’accoglienza distintamente di ragazzi e ragazze di strada, la terza, chiamata “Casa dell’amicizia” costituisce una fase di transizione.
Il MOJOCA, attraverso l’ausilio di volontari che fungono da educatori di strada, cerca di avvicinarsi a questi ragazzi e ragazze che vivono in strada, molto spesso dipendenti dalla droga e dediti a piccoli reati che gli permettono di sopravvivere di espedienti. Essendo ragazzi abbandonati, violati, abusati, tendono a rifiutare il contatto con persone esterne, considerando la società come quel mondo che li ha rifiutati. Una volta stabilito il contatto da parte degli educatori, si cerca di invitare queste persone alla “Casa dell’amicizia” (costruita nel 2000), dove possono ricevere un pasto caldo per pranzo, hanno la possibilità di lavarsi, possono ricevere un’istruzione, possono partecipare ai gruppi autogestiti, ricevere assistenza psicologica, sociale, giuridica. Naturalmente si tratta di un lavoro lungo, che necessita di una volontà che nasca all’interno degli stessi beneficiari di queste attività, di voler tentare di tornare all’interno di quella società che li ha gettati, di recepirne e comprenderne le regole della convivenza, di adattarsi ai suoi ritmi. La “Casa dell’amicizia” funge da ponte verso il reinserimento nella società civile. Questo passaggio può richiedere anche anni, a seconda delle ricadute a livello psicologico che può avere il ragazzo o la ragazza di strada che intraprende questo percorso.

Una volta inseriti nei ritmi della “Casa dell’amicizia”, è possibile richiedere di poter accedere alle due case dell’accoglienza (la Casa 8 marzo, attiva dal 2006 per le ragazze, e la Casa degli Amici, attiva dal 2007 per i ragazzi). Si tratta di case in cui si promuove l’autogestione, da parte di ragazze in una, per lo più ragazze madri, di ragazzi nell’altra. All’interno di queste strutture imparano a rispettarsi, a prendere delle decisioni comuni sulle regole della convivenza civile, su come gestire la quotidianità all’interno delle strutture. È un’ulteriore passaggio verso la piena indipendenza e restituzione alla società di questi ragazzi e ragazze, che viene supervisionato da educatori e psicologi per dare il supporto necessario.
È importante sottolineare il lavoro a favore dell’autogestione, della presa di coscienza del proprio contesto, del proprio vissuto, che viene portato avanti dagli educatori del MOJOCA. È fondamentale infatti che questi ragazzi e ragazze si rendano conto che non sono soli, che insieme ad altre persone che hanno vissuto la loro stessa esperienza, possono cambiare il proprio presente, trovando strategie comuni. Si cerca così di stimolare la resilienza insita in ogni essere umano a lottare per migliorare le proprie condizioni di vita, ma non in maniera individuale, bensì collettiva. È per questo che il MOJOCA si costituisce come un movimento, nato a Città del Guatemala, ma che nel corso degli anni ha preso contatti a livello nazionale ed internazionale. Questa propensione ad espandersi è stata voluta, da una parte per svolgere un effetto moltiplicatore dell’esperienza positiva che si è vissuta, dall’altra per essere riconosciuto dalle autorità locali e nazionali, per ricevere supporto. 
All’inizio del 2009, l’assemblea annuale del movimento ha decretato la maturità dello stesso, garantendo la piena autogestione delle attività dell’organizzazione da parte di quei ragazzi e ragazze di strada che hanno realizzato un processo completo di empowerment grazie al MOJOCA. In questo modo, gli educatori di strada e tutto lo staff professionale, fungeranno da attori di supporto delle attività del movimento, mentre le decisioni sul suo orientamento saranno presi dagli stessi protagonisti che ne fanno parte.
NATs per... Onlus condivide il lavoro del Mojoca, e la sua filosofia di lavoro, che Gerard Lutte ha definito come amicizia liberatrice. E' per questo, che da dieci anni, grazie all'appartenenza alla rete Amistrada, sosteniamo il mantenimento delle case. Dal 2006 al 2010 è stata in particolare sostenuta la "Casa 8 marzo" per le ragazze madri ed i loro figli. A partire dal 2011, a seguito della richiesta del Mojoca, è sostenuta la "Casa degli Amici", attraverso la campagna del 5 x 1000.
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