Accoglienza e integrazione delle famiglie immigrate venezuelane a C˙cuta

 

Negli ultimi anni la Colombia si è trovata ad affrontare un movimento migratorio senza precedenti dal Venezuela, legato alla profonda crisi economica, politica e sociale che colpisce il Paese. Solo tra il 2014 e il 2019, infatti, l'aumento vertiginoso dei prezzi dei beni di prima necessità, l'assenza di medicinali, la mancanza di prospettive per una vita dignitosa hanno spinto più di 4 milioni di persone a emigrare (fonte: UNHCR giu2019). Secondo quanto riporta il Departamiento Administrativo Nacional de Estadistica colombiano, metà di loro si trova al di sotto della soglia di povertà all'ingresso in Colombia. Stando ai dati delle Nazioni Unite, la quasi totalità dei migranti è rimasta nel subcontinente latinoamericano, concentradosi maggiormente in Colombia e più precisamente nelle aree di Bogotá e di Cúcuta, in cui si sono stabilite rispettivamente 357.667 e 161.712 persone.

A spostarsi alla ricerca di condizioni di vita meno precarie e di prospettive migliori per il futuro sono intere famiglie, compresi bambini, adolescenti, gestanti e anziani; spesso sono costretti a percorrere lunghe distanze e attraversare il confine a piedi, evitando la frontiera. Succede che siano vittime di violenza, rapina o estorsione e che arrivino in Colombia con risorse molto limitate ed esperienze traumatiche alle spalle.

Le necessità rilevate tra la popolazione venezuelana immigrata sono molteplici: cure mediche e attenzione alimentare, con priorità ai minori; la riconfigurazione di una nuova vita, dal riconoscimento a livello legale all'accesso all'istruzione e al mercato del lavoro; il bisogno di un accompagnamento per l'inserimento nella società e un sostegno psicologico che consenta di far fronte a traumi legati alla rottura del tessuto familiare e alla sensazione di esilio, causata dall'arrivo in un paese straniero, in cui inoltre non sono garantite le condizioni minime di sopravvivenza.

Le misure intraprese dal governo colombiano per l'attivazione di programmi di integrazione nel sistema nazionale si sono rivelate insufficienti, date le dimensioni raggiunte dal fenomeno. Una delle aree in cui è in atto un'emergenza umanitaria è quella di Cúcuta, in cui un numero elevatissimo di famiglie non ha accesso al sistema sanitario nazionale e il 70.5% dei minori non può esercitare il diritto all'istruzione.

Inoltre, a causa dell'assenza di qualifiche professionali o del loro riconoscimento giuridico, una grande fetta della popolazione migrante si trova esclusa dal mondo del lavoro. Ciò determina situazioni di povertà caratterizzate dalla mancanza di un'alimentazione adeguata, cure mediche, supporto psicologico e accesso ai servizi basici.

Tutto questo porta le famiglie ad ammassarsi nelle zone più povere della città, in abitazioni precarie e sovraffollate e spinge anche i minori a cercare fonti di sostentamento nei settori informali dell'economia, comprese attività criminali, di sfruttamento sessuale e narcotraffico, rendendoli ancora più vulnerabili.

Alla luce dei fabbisogni rilevati, questo progetto supporta concretamente 100 famiglie venezuelane (210 minori e 190 adulti) che vivono nelle zone di Comuna 6, Comuna 7 e Comuna 8 Atalaya (Cúcuta, Dipartimento Norte de Santander) al fine di far fronte all'emergenza umanitaria che stanno vivendo.

 

 

Obiettivi del progetto:

  • Accompagnare le famiglie nel processo di ricongiungimento giuridico del loro status di immigrati o rifugiati e del diritto all'accesso al sistema nazionale sanitario e dell'istruzione
  • Promuovere la formazione professionale di giovani e adulti per favorirne l'inserimento nei settori formali dell'economia e l'inclusione sociale
  • Attivare un processo di attenzione nutrizionale, medica e psicosociale integrale rivolto ai minori e alle loro famiglie, per migliorarne le condizioni di vita e favorirne l'inserimento e l'integrazione nell'attuale contesto
  • Sensibilizzare e informare i cittadini italiani sul tema

Ad agosto 2020 la Fundación Creciendo Unidos, nostro partner locale per il progetto, ha iniziato con attività relative a partecipazione e conoscenza dei diritti. 

Già a settembre poi gli educatori hanno fatto una serie di incontri con bambini e adolescenti per capire quali sono le loro necessità e le loro aspirazioni.

A partire da ottobre i bambini e le donne coinvolte nel progetto hanno partecipato a corsi di panetteria. 

               

 

 
 
 
 
 
È inoltre stato messo a disposizione un servizio di assistenza psicosociale per le donne dell'insediamento Alfonso Gomez.
 
 
 
I bambini stanno ricevendo sostegno scolastico e aiuto con i compiti; per i ragazzi, tra le altre cose, è stato organizzato un cineforum, dove guardando il film "Wonder" hanno instaurato una discussione sulla prevenzione del bullismo e sulla discriminazione.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
           
 
Durante la primavera 2021 bambini hanno partecipato a laboratori e incontri sulle buone pratiche per evitare e minimizzare i contagi da COVID-19, con focus su igiene e prevenzione.
 
 
 
Ecco il video dell'incontro che abbiamo realizzato nella primavera 2021 con la delegazione del progetto:
 
 
Progetto realizzato con i fondi 
 

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